I riti speciali degli appalti pubblici
alla luce dell`art. 20, commi 8 e 8-bis, d.l. 29 novembre 2008 n.185, conv. in l. 28 gennaio 2009 n. 2

di: Rosanna De Nictolis

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I pubblici appalti sono da sempre ghiotta occasione di intervento da parte del legislatore nazionale, e ora anche comunitario (per tacere del legislatore regionale, più volte fermato dalla Corte costituzionale in siffatta materia), con cadenza almeno semestrale, e con norme sia sostanziali che processuali.
Il recente varo del codice dei contratti pubblici (2006) e di ben tre correttivi in due anni, non ha fermato il legislatore, intervenuto sia con norme sostanziali (revisione prezzi), sia con norme processuali, volte a disegnare un nuovo giudizio immediato.
Il regime processuale dei pubblici appalti conosce dunque, oltre al già collaudato giudizio ex art. 23-bis, l. Tar, e alla tutela cautelare ante causam introdotta nel 2006, un nuovo giudizio immediato (art. 20, commi 8 e 8-bis, d.l. 29 novembre 2008 n.185, conv. in l. 28 gennaio 2009 n. 2; art. 26, co. 4, l. Tar), che vede ancora più accentuate le caratteristiche acceleratorie di cui all’articolo 23 bis.
Sono questi gli istituti processuali che questa breve monografia si propone di scandagliare, in chiave ricostruttiva, critica e di prospettive future.

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